Avendo a disposizione uno stampo a forma per piccole "ciambelle",
ho deciso di provarlo per preparare queste piccole ciambelle alle
carote. L'impasto è lo stesso per la preparazione di tortine, cambia
solo la forma... Continua a leggere...
Spelucchino cucina blog: panini al latte con semi di papavero
Da quando ho pubblicato la ricetta per preparare le brioche con la macchina del pane, molti mi hanno chiesto di pubblicare una ricetta per preparare il pane utilizzando la macchina del pane.
Così ho pensato di pubblicare la ricetta di questi piccoli panini al latte con semi di papavero.
Anche in questo caso ho utilizzato la macchina del pane solo per preparare l’impasto e per la lievitazione, mentre la cottura è stata fatta in forno.
Sinceramente non pensavo che l’argomento “macchina del pane” pubblicato sul blog, avrebbe generato molte letture, anche se poi ripensandoci oggigiorno è abbastanza comune trovare in cucina questa macchina, che se utilizzata con criterio può essere un valido aiuto per la preparazione di impasti lievitati, e forse questo spiega la richiesta di ricette con l’utilizzo della macchina del pane :-)
Come anticipato anche in questo post ci tengo a sottolineare che è anche possibile preparare l’impasto utilizzando l’impastatrice, in questo caso bisognerà utilizzare il levito di birra naturale e non quello di birra disidratato.
RICETTA PANINI AL LATTE CON SEMI DI PAPAVERO
Dosi
per 6 persone
Tempo di preparazione 1 ora e 50 minuti preparazione e lievitazione 20 minuti cottura Difficoltà
bassa
360 gr. di farina manitoba (almeno W 350)
360 gr. di farina 00
500 gr di latte
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1 bustina di lievito di birra disidratato
sale q.b.
Per il procedimento è molto semplice.
Mettere tutti gli ingredienti (le farine, il latte, il sale, il levito e l’olio)
nel cestello della macchina per il pane, e azionare il programma
per l’impasto e la lievitazione (escludere la cottura).
Una volta che l’impasto è lievitato e la macchina segnala la fine del programma, possiamo preparare i panini.
Con le mani infarinate, andiamo a formare delle palline uguali, della dimensione desiderata.
Posizionare i panini in una teglia con della carta da forno sul fondo.
Prima di procedere con la cottura spennellare con olio extra vergine di oliva la superficie dei panini, e cospargere sopra i semi di papavero.
Spelucchino cucina blog: torta frangipane alle mele
Nei giorni scorsi mentre sfogliavo una delle riviste di cucina che periodicamente consulto, ho letto una ricetta di una torta, che mi ha fatto tornare in mente la torta frangipane (forse sarebbe giusto chiamarla crostata…), comunque detto fatto, sono andato in cucina e mi sono subito organizzato per preparare la torta frangipane.
Forse non tutti la conoscono ma di fatto stiamo parlando di una torta a base di crema di mandorle, molto diffusa in America e in Francia.
L’abbinamento "classico", che possiamo trovare su molti libri di pasticceria o di cucina e con le pere, ma nulla vieta abbinare anche altri tipi di frutta (nel mio caso ho utilizzato delle mele).
In sostanza la torta frangipane è composta da una pasta simile alla pasta frolla, a base di burro molto friabile, e da una crema alle mandorle (ricorda molto la crema pasticcera).
Per quanto riguarda la frutta possiamo aggiungerla a pezzetti o a pezzi grandi, nel mio caso essendo un amante della frutta cotta, ho preferito preparare una crostata frangipane con dei bei pezzi di frutta (ho utilizzato la metà di una mela), comunque il procedimento è lo stesso indipendentemente dalla dimensione della frutta.
RICETTA TORTA FRANGIPANE ALLE MELE
Dosi
per 6 persone
Tempo di preparazione 50 minuti preparazione 1/2 ora riposo impasto 35 minuti cottura Difficoltà
media
280 gr. di farina
150 gr. di burro
125 gr di zucchero
40 gr di mandorle in polvere
2,5 d. di latte
2 tuorli baccello di vaniglia 3 mele
Iniziamo a preparare la crema.
Come anticipavo è molto simile alla preparazione della crema pasticcera.
In un pentolino mettere a bollire il latte con il baccello di vaniglia inciso.
Nel frattempo montare i tuorli con 25 gr. di zucchero.
Una volta che il composto è spumoso, aggiungere la 30 gr. di farina e di seguito il latte (non caldo).
Versare il composto in una pentola e cuocere a fuoco lento (continuare a girare fino a quando non inizia a bollire).
Togliere dal fuoco e aggiungere le mandorle in polvere.
Lasciare raffreddare.
In una spianatoia lavorare il burro con lo zucchero.
Aggiungere di seguito la farina e lavorare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo (simile al procedimento utilizzato per preparare la pasta frolla).
Lasciare riposare l’impasto in frigo per 1/2 ora.
Stendiamo l’impasto (altezza 5mm) e andiamo a foderare una teglia da crostata precedentemente imburrata e infarinata.
Tagliare il bordo in eccesso.
Stendiamo sullo sfondo uno strato di crema alle mandorle.
Puliamo le mele, privandole del torsolo e della buccia, e dividiamole a metà, tagliando ogni metà a fettine sottili, cercando di lasciare unite le fette.
Posizioniamo ogni singola metà della mela sul fondo della crostata.
A questo punto aggiungiamo la crema, fino a coprire il bordo della crostata (possiamo aiutarci anche con una tasca da pasticcere, anche se di fatto un cucchiaio va bene lo stesso).
Livelliamo bene la crema e cuocere in forno a 180° per 35 minuti (deve gonfiare e prendere colore).
Spelucchino cucina blog: gnocchi di castagne con fontina valdostana
Domenica avendo deciso di passare una giornata all’insegna della “tranquillità” (per intenderci stare a casa senza pensare a niente…) mi sono tornate in mente le domeniche in famiglia, quando da ragazzo ci si alzava tardi, e in casa arieggiavano i profumi tipici della cucina “casalinga”.
Questo ricordo mi ha acceso la voglia di preparare gli gnocchi, spesso protagonisti del pranzo della domenica.
Ma come li preparo? Classici solo di patate o aggiungo una variante?
Così dopo un breve consulto della dispensa, ho trovato della farina di castagne …qui in Liguria è abbastanza comune trovare la farina di castagne nella dispensa ;-)
Quindi ho deciso di preparare dei gnocchi di castagne, semplicemente gratinati al forno con della fontina valdostana acquistata il giorno prima… (confesso che il tempo è stato complice della mia scelta, c’era il sole ma devo ammettere che faceva un po’ freddo… mi ricordava le belle giornate autunnali).
Per quanto riguarda la preparazione posso dirvi che non sempre è di facile realizzazione, o vengono troppo molli o troppo duri (in questo caso probabilmente sonno anche troppo di farina…).
Buona regola è quella di fare attenzione alla scelta delle patate (di pasta bianca dalla polpa farinosa), e alla cottura (in acqua salata con la buccia a fuoco lento).
Altro accorgimento è la quantità di farina da utilizzare durante la preparazione dell’impasto (la quantità di farina è indicativa e può variare in base alla funzione di assorbimento della patata).
Spelucchino cucina blog: gnocchi di castagne
RICETTA GNOCCHI DI CASTAGNE CON FONTINA VALDOSTANA
Dosi
per 4 persone
Tempo di preparazione 30 minuti preparazione 30 minuti cottura Difficoltà
bassa
1 Kg. di patate a pasta bianca
120 gr di farina
80 gr di farina di castagne
2 tuorili sale q.b. noce moscata q.b. burro q.b. 150 gr. di fontina valdostata 100 gr. di Parmigiano grattugiato
Mettiamo le patate con la buccia a bollire nell’acqua salata a fuoco lento.
Una volta lesse, scolarle e privarle della buccia.
Ridurre in purea le patate (utilizzare lo schiaccia patate o il passaverdura).
Quando la purea di patate sarà tiepida, raccoglierla a fontana in una spianatoia, e mettere nel centro i rossi d’uovo, il sale e la noce moscata.
Iniziare a lavorare le uova, e in seguito aggiungere la farina di castagne, e un po’ per volta la farina bianca.
Lavorare l’impasto fino a quando non si raggiunge la giusta consistenza (come anticipavo sopra a questo punto è importante capire quanta farina ha bisogno l’impasto, di regola se le patate sono abbastanza farinose, la dose di farina indicata va bene, ma se l’impasto risultasse “mollo” aggiungente (sempre un po’ per volta) della farina bianca, ma senza esagerare, fino a quando l’impasto non risulta sodo e lavorabile).
Una volta che l’impasto è pronto possiamo procedere con la preparazione degli gnocchi.
Tagliare un pezzo dell'impasto e formare un filoncino della lunghezza e spessore desiderato.
Tagliare a pezzetti di forma regolare il filoncino, e in seguito praticare le righe caratteristiche degli gnocchi (per praticare le righe possiamo utilizzare una forchetta ben infarinata per evitare che si attacchi l’impasto).
Una volta pronti, portare ad ebollizione dell’acqua salata con qualche goccia d’olio.
Solo quando l’acqua bolle buttare gli gnocchi e lasciarli cuocere fino a quando non saliranno a galla, solo allora scolarli (possiamo aiutarci con un “ragno” o una "schiumarola”, per evitare di romperli).
Mettere gli gnocchi appena scolati in una pirofila precedentemente imburrata.
Condire con la fontina valdostana grattugiata grossolanamente, il parmigiano grattugiato e del pepe macinato fresco.
Mescolare bene il tutto e aggiungere delle piccole noci di burro in superficie
Passare in forno già caldo sotto al grill per 15 minuti a 180°.
Gnocchi di castagne con fontina valdostana
Sezione Pasta
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Spelucchino cucina blog: mini plum cake con zucchine e pancetta
Sabato scorso ho fatto un giro nel mio negozio preferito dove è possibile trovare
interessanti strumenti
per la cucina.
Appena ho visto gli stampini per preparare dei piccoli plum cake non ci ho pensato due volte e li ho comprati.
Ieri sera avendo a disposizione un po di tempo ho pensato di usarli e inaugurarli,
preparando dei piccoli plum cake con zucchine
e pancetta.
Avrei voluto prepararli al cioccolato, ma avendo già soddisfatto la mia voglia, ho pensato di preparare dei plum cake salati.
Molto spesso quando senti parlare di plum cake pensi subito
a un dolce, di fatto l’origine è “dolce” e non “salato” …questo
forse spiega anche il risultato che si ottiene cercando plum cake
su google, principalmente tutti dolci :-)
vi assicuro che anche la versione “salata” è interessante, poi in questo caso avendo dato una forma più piccola, devo dire che sono degli ottimi “bocconcini”.
Il procedimento per la preparazione è molto simile a quello tradizionale, si tratta di preparare un impasto fluido a base di lievito senza lo zucchero, per poi aggiungere gli altri ingredienti, nel mio caso la pancetta e le zucchine.
RICETTA PLUM CAKE CON ZUCCHINE E PANCETTA
Dosi
per 2 persone
Tempo di preparazione 25 minuti preparazione 40 minuti cottura Difficoltà
bassa
150 gr di farina
2 uova 45 gr. di durro 1 dl. di latte 1/2 bustina di lievito per torte salate 80 gr. di zucchine 80 gr. di pancetta dolce 25 gr. di Parmigiano grattugiato sale q.b. pepe q.b.
Tagliare a pezzetti le zucchine e farle bollire per 10 minuti (non devono cuocere troppo, visto che la cottura sarà ultimata in forno).
Montare le uova con un pizzico di sale e di pepe (dovranno essere spumose, potete utilizzare la planetaria con la frusta o sbatterle a mano).
Quando le uova saranno spumose aggiungere il burro (fuso non caldo) a filo, e il latte.
Amalgamare il tutto.
A questo punto aggiungere la farina con il lievito (possiamo anche aggiungere ½ cucchiaino di bicarbonato per aiutare la lievitazione durante la cottura).
Unire al composto le zucchine e la pancetta dolce tagliata a cubetti, ed infine aggiungere il parmigiano grattugiato.
Imburrare e infarinare uno stampo da plum cake (nel mio caso 4 piccoli stampi) e versare il composto.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 40 minuti (tempo di cottura può
variare da forno a forno).
Servire caldi.
Piccoli plum cake con zucchine e pancetta
Sezione Antipasti
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Spelucchino cucina blog: dadi di cioccolato con mandorle e arance
Ieri non ho resistito alla voglia improvvisa di cioccolato che si è trasformata da subito in “Voglia di Sacher!”
Solo che una volta che ho realizzato di andare in cucina per cucinare la regina delle torte al cioccolato, ho pensato di modificare la ricetta della Sacher per preparare dei piccoli quadratini al cioccolato con mandorle e arancia (diciamo una sorta di Sacher torte versione “finger food”).
La principale differenza con la ricetta della torta Sacher, sta nel fatto che ho diminuito il numero delle uova rispetto alla quantità di farina, questo mi ha permesso di avere un impasto più compatto (non alto) e meno umido all’interno.
Altra modifica, ho aggiunto della scorza grattugiata di un arancia nell’impasto, e al posto di farcire la trota con della marmellata di albicocche, ho diluito della marmellata di arancie con dell’acqua per ammorbidire la torta.
Per quanto riguarda la copertura non ho cambiato niente, classica ganache al cioccolato.
Altro aspetto della personalizzazione riguarda la presentazione, che ho pensato di renderla più invitante, sottoforma di “assaggio”, quandi una volta che la torta ha riposato in frigo, è stata tagliata a quadratini di forma regolare (presentazione che si adatta perfettamente ad esempio come accompagnamento per un tè o a fine pasto insieme o ad altre paste o pasticcini).
RICETTA DADI DI CIOCCOLATO CON MANDORLE E ARANCE
Dosi
per 4 persone
Tempo di preparazione 20 minuti preparazione 40 minuti cottura 3 ore riposo Difficoltà
media
60 gr di farina
3 uova 80 gr. di zucchero 90 gr. durro 40 gr. di mandorle 1 pizzico di sale 1 arancia 180 gr. di cioccolato extrafondente 50 gr. di panna liquida mamellata di arance
Iniziamo da subito a sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
Nel frattempo lavoriamo il burro con lo zucchero (io ho lavorato con la planetaria, ma possiamo lavorarlo anche a mano con una frusta).
Quando si presenta ben soffice aggiungere i tuorli d’uovo uno alla volta, il cioccolato fuso (freddo) le mandorle precedentemente tritate a piccoli pezzetti, e la buccia grattugiata dell’arancia.
Amalgamare il tutto ed infine aggiungere la farina.
A parte montare i bianchi d’uovo, quando saranno ben fermi aggiungerli al composto di cioccolato e farina preparato in precedenza.
Versare l'impasto in uno stampo per torte precedentemente imburrato e infarinato.
Cuocere per 40 minuti a 190° (anche in questo caso il tempo di cottura varia da forno a forno, teniamo presente che in questo caso si consiglia di lasciare in forno chiuso al torta per qualche minuto dopo la cottura, per asciugare l’umidità all’interno).
Far riposare la torta per almeno ½ ora.
Quando fredda andiamo a tagliare per orizzontale la torta in modo da ricavarne due dischi di uguale spessore.
In un piccolo contenitore andiamo a mettere la marmellata di arance diluita con dell’acqua (dovrà risultare quasi liquida ma non del tutto).
Con un pennello procediamo a distribuire sul tampone di base la confettura di arance.
Uniamo l’altra metà della torta e posizioniamola su una griglia.
A questo punto sciogliere a bagno marina (mi raccomando l’acqua non deve bollire) il cioccolato extrafondente e con la panna liquida.
Quando la ganache sarà pronta facciamola cadere al centro della torta, in modo che da sola si all’arghi su tutta la superficie (eventualmente e soprattutto, se la ganache inizia a raffreddare, sarà necessario aiutarsi con una spatola per uniformare allo stesso spessore lo strato di ganache).
Lasciare raffreddare in frigo per almeno 2 ore.
A questo punto possiamo tagliare a quadratini la nostra torta (avendo ricavato un impasto meno soffice è consigliabile procedere con dei tagli decisi e netti, per evitare che la torta di spezzi).
Dadi di cioccolato con mandorle e arance
Sezione Dolci
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Spelucchino cucina blog: omelette con asparagi e formaggio
Oggi pubblico una delle ricette “classiche” per quanto riguarda la preparazione delle uova.
L’omelette.
A dire il vero avrei dovuto pubblicarla da tempo (come tante altre ricette), ma ogni volta che vado in cucina convinto di preparare una determinata ricetta, finisco quasi sempre a preparare altro...
Comunque tornando alla ricetta di oggi, l’omelette che dire... credo che insieme alla “pizza” sia una di quelle ricette che impari subito a scuola o nei corsi base di cucina.
Anche se conosciuta da tutti, voglio chiarire che oggi in questa ricetta parlo di “omelette” e non di “frittata”.
Di fatto l’omelette è una normale e semplice frittata, ripiegata su se stessa (o arrotolata), conosciuta con il nome di “omelette”. Il procedimento per la preparazione è identico a quello per la preparazione della frittata “classica” (forma rotonda non ripiegata), per quanto riguarda la cottura nel caso della frittata avviene da entrambe le parti, mentre l'omelette viene cotta su un lato solo, in modo che all'interno resti morbida.
Scontato dire che la preparazione di base (le uova sbattute) si adatta benissimo a molteplici varianti, nel mio caso, per disponibilità di dispensa, ho preparato una omelette con punte di asparagi e formaggio.
RICETTA OMELETTE CON ASPARAGI E FORMAGGIO
Dosi
per 2 persone
Tempo di preparazione 10 minuti preparazione 15 minuti cottura Difficoltà
media
2 uova
80 gr di punte di asparagi 80 gr. di formaggio molle sale q.b. pepe q.b. una noce di burro
Per prima cosa tagliamo a pezzi le punte degli asparagi e mettiamole a bollire per 15 minuti in acqua salata.
Tagliamo il formaggio a dadi regolari.
Rompiamo le uova in una grande bowl di vetro, aggiungiamo il sale e il pepe e iniziamo a montarle a mano con una frusta (montarle fino a quando saranno gonfie e spumose).
Aggiungere le punte di asparagi lesse, e il formaggio. Amalgamare bene il tutto alle uova.
Far sciogliere una noce di burro in una padella antiaderente precedentemente riscaldata.
A padella ben calda, versare le uova e fare cuocere per qualche minuto a fuoco vivo, avendo cura di coprire con un coperchio per permettere di cuocere la superficie (attenzione la superficie non deve cuocere del tutto, deve restare morbida se troppo cotta potrebbe spezzarsi quando si ripiega l’omelette, eventualmente copriamo per pochi secondi).
A questo punto aggiungere sopra gli asparagi e il formaggio.
Aspettare un minuto e ripiegare in due l’omelette (possiamo aiutarci con una paletta di legno)
Cuocere ancora giusto il tempo per permetter al formaggio di sciogliersi.
Servire l’omelette calda, eventualmente tagliata a fette.
Omelette con asparagi e formaggio
Sezione Uova
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Spelucchino cucina blog: petite madeleine allo zenzero
Era da tempo che in cucina, lo stampo per
preparare le madeleine me lo ritrovavo sempre davanti, quasi
come se mi cercasse.
Ieri quando per l'ennesima volta me lo sono ritrovato tra le mani ho deciso
che forse era l'ora di preparare le madeleine.
Così prima di mettermi al lavoro ho rispolverato la ricetta
"classica" delle madeleine, solo che questa volta
ho voluto prepararle allo zenzero ...a dire il vero
volevo fare una versione alle "spezie" ma mi mancavano alcune spezie :-(
Che dire tornando alla ricetta delle madaleine?
Bè sarebbero molte le cose da dire in merito a
questo dolce tipico francese, ricco di storia e di tradizione ma personalmente
preferisco soffermarmi sulla preparazione, che non per tutti è sempre un successo.
"Ogni cuoco ha il suo segreto..." così molto spesso si dice, quando ti
viene richiesta una ricetta, e ti senti dire che il piatto preparato "non è buono come
il tuo...".
Nel caso delle madaleine, posso dirvi che un buon risultato si ottiene rispettando
i tempi di "riposo" dell'impasto in frigo, fase importante perchè quando
l'impasto freddo viene a contatto con il calore del forno si "gonfia" (forma la gobba)
e le madaleine prendono la loro forma caratteristica a "barchetta".
RICETTA PETITE MADELEINE
Dosi
per 4 persone
Tempo di preparazione 20 minuti preparazione 12 ore riposo impasto 10 minuti cottura Difficoltà
media
120 gr di farina
2 uova 50 gr. di zucchero 80 gr. durro 20 gr. di latte 1 cucchiaino di lievito per dolci 1 cucchiaino di zenzero in polvere 1 pizzico di sale
In una terrina con un cucchiaio mescolare le uova, aggiungere in seguito lo zucchero, la vanillina, la farina e il latte, amalgamando bene il tutto.
Aggiungere un cucchiaino di zenzero in polvere (per un gusto più intenso aggiungere 2 cucchiaini), e in seguito versare a "filo"
il burro fuso e continuare a mescolare per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
A questo punto fare riposare il composto in frigorifero per almeno 12 ore (possiamo preparare l'impasto il giorno prima e farlo riposare in frigo durante la notte).
Imburrare e infarinare gli stampini per le madeleine.
Tirare fuori dal frigo l'impasto e subito con l'aiuto di un cucchiaio riempiamo gli stampini (in alternativa possiamo anche utilizzare una tasca da pasticcere senza bocchetta).
Cuocere le madeleine in forno caldo a 230° (mi raccomando forno già caldo) per i primi 5 minuti, dopo di che abassare il forno a 180° e continuare la cottura per altri 5 minuti (dovranno risultare dorate).
Spelucchino cucina blog: video concorso DolceVideo Dolcemente Prato 2009
Domenica sono stato a Prato per fare un giro alla manifestazione
“DolcementePrato” ma soprattutto sono andato perché
il breve video presentato, pur non essendo risultato vincitore, è stato “annoverato”
tra i segnalati perché apparso alla commissione interessante definendolo
“professionale” e "curato" per quanto riguarda la preparazione
della ricetta :-)
(…devo ammettere che non essendo pratico con il montaggio, non è stato facile realizzare il video, a questo proposito ringrazio Michele che mi ha dato preziosi consigli).
Bè inutile dire che è stato interessante partecipare, soprattutto se si pensa che l’idea è nata direttamente da un contatto ricevuto attraverso il blog.
Parliamo della ricetta?
Oggi purtroppo non riesco a pubblicarla, ma appena avrò un po di tempo aggiornerò il post e pubblicherò dosi e procedimento, posso comunque dirvi che si tratta di una mousse al caffellatte, con una base di biscotto morbido alle nocciole e con una decorazione di cioccolato extra fondente (il tema della manifestazione era la prima colazione).
Oltre alla segnalazione non posso nascondere che mi ha fatto piacere incontrare Leonardo Romanelli, intervenuto per dare inizio e commentare la premiazione per il concorso “Dolce Video”.
Volevo anche ringraziare tutte le persone che a fine premiazione mi hanno chiesto informazioni sul mio Blog di cucina ;-)
a questo proposito saluto Aurelia di Profumi in cucina, che ho avuto modo di salutare velocemente, sarebbe stato interessante fermarsi a parlare di cucina ma sono dovuto scappare perché il piccolo (spelucchino) era stanco e desiderava tornare a casa…
Perché preparare la solita pizza?
Questa è la domanda che mi sono fatto ieri sera mentre ero in cucina a pesare gli ingredienti per la pasta per la pizza.
Dopo tutto molto spesso succede di cucinare per abitudine… pesiamo, impastiamo e cuciniamo, ma se ci fermassimo a pensare come rielaborare un piatto tipico e tradizionale, bè potremmo dare una nuova forma e un nuovo aspetto anche a un piatto molto tradizionale come la pizza. Finger food, questa è stata la chiave di lettura per questi piccoli “calzoni” con all’interno pomodorini e mozzarella.
Se avete necessità di preparare un buffet, o di organizzare un aperitivo devo dire che questa “alternativa” soddisfa in pieno questa necessità.
Anche in questo caso possiamo riproporre qualsiasi tipo di calzone e devo dire che il risultato è stuzzicante …sarà perché sono piccoli ma vi assicuro che uno tira l’alto ;-)
In merito alla preparazione non c’è molto da dire, unico consiglio che posso darvi è quello di cuocere questi piccoli “calzoni” nello stampino per i “muffin” in questo modo è possibile dargli una forma più regolare.
RICETTA PICCOLI CALZONI
Dosi
per 8 persone
Tempo di preparazione 20 minuti lievitazione 15 minuti preparazione
20 minuti cottura Difficoltà
bassa
500 gr. di pasta di pane
16 pomodorini 1 mozzarella salsa di pomodoro q.b. sale q.b. olio extravergine di oliva q.b. origano q.b.
Lavare i pomodorini e tagliarli a metà.
Sgocciolare bene la mozzarella e tagliarla a pezzetti.
A questo punto lavorare la pasta di pane formando dei piccoli
dischi, dove andremo a posizionare al centro i pomodorini e la mozzarella, saliamo
e richiudiamo a palla l'impasto andando a sistemare i piccoli calzoni
negli stampini da muffin, foderati con pirottini di carta.
Aggiungere sulla superficie
un po di salsa di pomodoro, salare e spolverare con origano fresco.
Lasciare
lievitare per 20 minuti.
Cuocere in forno a 200° per 20 minuti finché non saranno
gonfi e dorati (come sempre temperatura e tempo di cottura può variare da forno a
forno).
Servire tiepidi o freddi, o in alternativa è possibile riscaldarli per
5 minuti in forno, ben caldo a 200°.
Spelucchino cucina blog: timballo di riso con zucchine e provola
Non so voi ma ogni lunedì è sempre difficile ricominciare la settimana anche perché i ricordi del weekend appena trascorso continuano ad essere vivi nella mente… poi se devo collegarmi al blog per pubblicare una ricetta preparata in cucina durante il fine settimana bè ricominciare è ulteriormente più difficile :-)
Meglio parlare della ricetta…
Credo che possiamo con molta tranquillità definirlo il protagonista degli sfornati a base di riso: il timballo!
Se si desidera preparare qualcosa di originale, e al tempo stesso che sia di facile successo, sicuramente il timballo è la soluzione giusta, anche perché permette di essere confezionato in anticipo per poi terminare con la cottura in forno un in secondo tempo (aiuta ad organizzarsi meglio il pranzo o la cena…).
Altro punto di forza dei timballi e che possiamo dare sfogo alla nostra creatività, visto che la preparazione del timballo si adatta perfettamente ad ogni tipologia di abbinamento, basta seguire il procedimento “base”: strato di riso, ingrediente base, chiusura con ulteriore riso.
Prima di passare a descrivervi la ricetta vorrei farvi notare che da oggi, su suggerimento di un carissimo lettore, inserirò nella scheda ricetta, tre indicazioni: Dosi Tempo di preparazione (di tutte le fasi di lavorazione esempio lievitazione/cottura) Difficoltà (indicativa bassa, media, o alta).
RICETTA TIMBALLO DI RISO CON ZUCCHINE E PROVOLA
Dosi
per 4 persone Tempo
di preparazione 20 minuti preparazione 1 ora cottura Difficoltà
bassa
Brodo vegetale 300 gr. di riso 1 cipolla 2 zucchine 8 fette di provola olio extravergine di oliva q.b. 60 gr. di burro Pane grattugiato q.b. Parmigiano grattugiato q.b.
Soffriggere una cipolla con un filo d’olio extravergine di oliva.
Aggiungere il riso e tostarlo per qualche minuto.
Per la preparazione dei timballi vi consiglio di utilizzare
il riso Arborio perché è particolarmente indicato per le preparazioni
di risotti “mantecati”, caratteristica che permette
anche di mantenere un buon assorbimento dei condimenti (in alternativa possiamo
utilizzare un Carnaroli).
Bagnare con del brodo vegetale (salato) e continuare a cuocere (il riso deve risultare al dente).
A fine cottura mantecare il risotto con una noce di burro e
del parmigiano grattugiato.
Nel frattempo tagliamo a fette sottili le zucchine e passiamole velocemente in padella con una noce di burro e un pizzico di sale.
Tagliamo le fette di provola.
A questo punto siamo pronti per preparare i timballi di riso.
Imburriamo gli stampini e cospargiamoli con del pane grattugiato.
Mettiamo del riso sul fondo dello stampo (1/4 del totale), di seguito aggiungiamo uno strato di zucchine e uno strato di provola, e per ultimo aggiungiamo del parmigiano grattugiato.
Riempiamo con il riso la parte restante dello stampino fino al bordo, posizionando sull'ultimo strato una noce di burro.
Terminare la cottura in forno a 190° per 25 minuti (tempo indicativo varia da forno a forno).
Aspettare qualche minuto per sfornare i timballi, se troppo caldi potrebbero non staccarsi con facilità dagli stampini.
Timballo di riso con zucchine e provola
Sezione Riso
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LIBRI IN CUCINA
Cucinare non significa soltanto realizzare ricette perfette
o sapersi muoversi in modo impeccabile in cucina, ma significa anche conoscere
il "mondo della cucina", le abitudini, i segreti, i suoi
personaggi e altro ancora...