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Elenco argomenti pubblicati nel mese selezionato
Spelucchino cucina blog: un regalo prezioso
Tempo fa leggevo su una rivista di cucina un articolo dove
si parlava delle ricette e del loro significato, avendo trovato
interessante l’argomento ho deciso di riportare un breve riassunto del
tema trattato.
Cucinare è qualcosa che va oltre alla preparazione di
un piatto, in pratica significa anche tramandare e allo stesso tempo “custodire”
un prezioso “segreto”, che tutti noi quotidianamente conosciamo
con il nome di ricetta.
Da sempre si è detto che i cuochi trovano difficile
donare i propri segreti, e forse è vero, visto che di fatto loro stessi
sono stati omaggiati di segreti regalati con molto sacrificio.
Proprio così, la parola ricetta deriva dal latino “recepta”,
participio passato del verbo “recipere”, cioè ricevere:
in pratica la ricetta è un regalo.
Quando regaliamo una ricetta, regaliamo un insieme di parole,
scritte per descrivere un procedimento nei minimi dettagli, quasi come se fosse
un rito.
La ricetta è un dono, è uno scambio che si riceve,
è una memoria del passato che trova espressione nel procedimento descritto
con cura, nelle dosi esatte per ogni singolo ingrediente e che ci permette una
volta interpretata di donare ad altri il piacere di una buona pietanza.
Ogni volta che qualcuno decide di regalarvi una ricetta vi
dona qualcosa di prezioso perché è il ripetersi di un gesto
per renderci felici.
Fate tesoro delle ricette, perché nel loro segreto sono
racchiuse anche le testimonianze delle persone che prima di noi, hanno contribuito
a rendere possibile ciò che oggi noi mangiamo.
Spelucchino cucina blog: zuppa di farro
Non so da voi ma qui il tempo continua ad essere dei peggiori e il freddo si fa sentire, tanto che mi condiziona anche quando mi trovo in cucina per questo motivo alla fine… non ci penso due volte e mi metto ai fornelli per preparare una semplice zuppa di farro. Adoro le zuppe, ma di sicuro sarete d’accordo sul fatto che con un tempo “brutto” la zuppa diventa una regina, calda, invitante e gustosa... diciamo più che gradita! Non c'è molto da dire sulla zuppa di farro, ma credo sia utile spendere due parole sulla tecnica di “base” utilizzata per la preparazione di una zuppa. Indipendentemente dalla zuppa, per ottenere una zuppa gustosa, è importante la prima fase durante la quale è buona abitudine rosolare l’ingrediente principale (nel nostro caso è il farro) con altri sapori per conferire alla zuppa un gusto più strutturato. La seconda fase, l’aggiunta del brodo, non richiede molti accorgimenti se non quello di utilizzare un brodo vegetale di qualità (eviterei dadi se non strettamente indispensabili in mancanza di tempo). La cottura. Importante mantenere una cottura lenta fino a quando la zuppa non raggiunga la consistenza desiderata.
Potete capire da queste brevi note che risulta importante non avere “fretta”, regola sempre valida in cucina ;-) a maggior ragione durante la preparazione di una zuppa, in fin dei conti la zuppa è composta principalmente all’elemento liquido (il brodo), che una volta ristretto conferisce spessore e gusto, per questo motivo è sempre consigliabile una cottura lenta in una pentola di terracotta (valuterei anche l’ipotesi di preparare la zuppa con largo anticipo, per poi farla riposare).
RICETTA ZUPPA DI FARRO
150 gr. di farro decorticato già ammollato (per 4 persone) 1 cipolla 1 gambo di sedano 1 carota 2 patate brodo vegetale sale q.b. olio extra vergine d'aoliva q.b.
In una pentola (meglio di terracotta) andiamo a mettere dell’olio extravergine di oliva e il trito di cipolla, carota e sedano e le patate tagliate a pezzi regolari.
Facciamo rosolare il tutto per bene, una volta ben rosolato aggiungiamo il farro avendo ben cura di farlo insaporire.
A questo punto aggiungiamo il brodo, che abbiamo in precedenza preparato (ricetta classica: cipolla, sedano, carota, patata e sale grosso).
Mescoliamo con cura e copriamo andando ad abbassare la fiamma ala minimo.
A intervalli regolari mescoliamo per evitare che si attacchi sul fondo (eventualmente se asciuga in fretta aggiungere ulteriore brodo).
A fine cottura aggiustare di sale.
Servire calda (eventualmente anche in un secondo tempo) aggiungendo un filo d’olio a crudo.
Spelucchino cucina blog: bignè con fonduta di taleggio
Dopo un po’ di giorni abbastanza intensi ho pensato di passare un po’ di tempo
in cucina per rilassarmi.
Nel frattempo, visto che oggi qui non c’è il sole ma bensì la pioggia, e la
temperatura si è nuovamente abbassata, pubblico velocemente una ricetta che
si adatta perfettamente al “mood” della giornata: bignè con
fonduta di taleggio.
Vi ricordate la ricetta dei gnocchi
alla parigina? Bene, nella stessa occasione per ottimizzare i tempi di preparazione
(dovendo preparare velocemente una cena), ho pensato di utilizzare parte della
pasta per “bignè” per preparare questo antipasto
semplice e veloce.
Vi consiglio quando dovete preparare un pranzo o una cena, e non avete a disposizione
molto tempo, di cercare di riutilizzare la stessa preparazione per più pietanze.
In questo modo potete recuperare del tempo.
Fate attenzione agli abbinamenti, per esempio non è consigliabile presentare
un antipasto a base di bignè un primo a base di pasta
di bignè, e concludere con dei bignè dolci, l’abilità
sta nel “mascherare” con gusti e forme diverse, i vari piatti pur utilizzando
per la loro preparazioni le stesse “basi” (per un massimo di due portate).
Tornando alla preparazione pratica, si tratta di preparare dei bignè,
per poi una volta cotti, andare a tagliare l’estremità superiore ricavandone
in questo modo un contenitore, dove al suo interno sarà servita una fonduta
tiepida di taleggio.
Ultima nota prima di passare alla ricetta.
Il fatto che abbia preparato una fonduta a base di “taleggio”
è giustificato dalla disponibilità del taleggio in casa, ma
sarà possibile abbinare qualsiasi altro tipo di formaggio purché
si utilizzino formaggi “molli”.
RICETTA BIGNE' CON FONDUTA DI TALEGGIO
50 gr. di burro
50 gr. di farina
1/2 l. di latte
sale q.b.
noce moscata q.b.
200 gr. di taleggio
Procediamo subito con la preparazione della fonduta di taleggio, andando per
prima cosa a preparare la besciamella.
Sciogliere in una casseruola il burro, una volta sciolto legare la farina e
amalgamare il tutto aiutandosi con un cucchiaio di legno.
Questo composto di burro e farina prende il nome di “ roux”, e come
si può notare dalle dosi la regola prevede l’unione di parti uguali della sostanza
grassa con la farina. Il roux può essere bianco, biondo o bruno,
la variazione del colore è determinata dal tempo di cottura, e viene utilizzato
in cucina come base per la preparazione di molte salse.
Una volta formato il roux, unire il latte, che può essere sia
a freddo che caldo.
A questo punto mescolare bene (eventualmente anche aiutandosi con una frusta),
per almeno 10 minuti.
Terminata la cottura aggiungere sale e noce moscata, a questo punto la besciamella
è pronta.
La besciamella può essere preparata in anticipo, in questo
caso basta conservarla a bagnomaria, mescolandola ogni tanto per evitare che
si formi la crosticina.
Pulire il formaggio (nel mio caso il taleggio), e tagliarlo
in piccoli pezzi.
A bagnomaria aggiungere il formaggio alla besciamella, avendo
cura di sciogliere e amalgamare bene il tutto (se si desidera meno fonduta
dividere ulteriormente le dosi) .
La fonduta è pronta.
Prepariamo ora la pasta per i bignè ( per
dosi e procedimento leggi qui).
Una volta pronta la pasta per i bignè imburriamo e infariniamo
una teglia bassa, e andiamo a formare con il sac à poche della palline, avendo
cura di schiacciare la punta che si forma sulla superficie, con un dito bagnato.
Cuocere i bignè in forno precedentemente riscaldato a 180/190°
per 25 minuti, anche in questo caso il tempo di cottura e temperatura può variare
da forno a forno.
Una volta cotti, spegnere il forno e lasciare asciugare i bignè
all'interno del forno, solo quando si saranno raffreddati, sfornarli e con uno
spelucchino;-) eliminare l’estremità superiore.
A questo punto verificate che il bignè non presenti dei fori al suo interno,
nel caso siano presenti dei fori, andiamo a tapparli con la pasta ricavata dall’estremità
superiore.
Versare la fonduta (tiepida) all’interno dei bignè
e servire subito.
Bignè con fonduta di taleggio
Sezione Antipasti
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Spelucchino cucina blog: mousse di mascarpone all'arancia
Come anticipato continuo la pubblicazione di alcune ricette
preparate in cucina durante il periodo festivo… meglio tardi
che mai ;-)
Ecco qui la ricetta di una mousse di mascarpone all’arancio.
Ricetta semplice ma che si adatta benissimo per delle veloci
preparazioni, soprattutto da presentare in porzioni singole e piccole, quindi
perfettamente adattabili ad un buffet, piuttosto che come dolce di fine cena.
Nel caso si voglia concludere una cena con una mousse, in piccole
porzioni, posso consigliarvi di abbinare dei biscotti come
accompagnamento, facendo però attenzione a non presentare biscotti troppo elaborati,
per non coprire del tutto il gusto della mousse.
Per quanto riguarda la preparazione è molto semplice (ricorda quella del tiramisù),
e anche in questo caso presenta un vantaggio nella gestione dei “tempi”,
la possibilità di prepararla in anticipo, ma nel caso di questa mousse
non andrei oltre le 12 ore.
RICETTA MOUSSE DI MASCARPONE ALL'ARANCIA
250 gr. di mascarpone (dosi per 6 monoporzioni)
2 cucchiai di zucchero
1 arancia
2 uova
cioccolato per decorazione
Dividiamo i tuorli dagli albumi e procediamo andando a raccoglierli in due contenitori
distinti.
Aggiungiamo ai tuorli lo zucchero e lavoriamoli con la frusta (o robot da cucina),
fino ad ottenere un composto gonfio, chiaro e spumoso.
A questo punto con un cucchiaio di legno andiamo a incorporare il mascarpone.
Una volta aggiunto il mascarpone aggiungiamo il succo dell’ arancia.
La prima parte della crema è pronta, ora bisogna montare a
neve ben ferma gli albumi. Solo quando gli albumi si presenteranno ben “ montati”,
andiamo a incorporarli alla crema al mascarpone, avendo cura
di incorporare i bianchi con una spatola e con un movimento dall’alto verso
il basso, per non smontare i bianchi.
Versare la mousse nei bicchierini monoporzione e conservare
in frigo.
Decorare con delle scaglie di cioccolato e dei piccoli ciuffetti di buccia d’arancia.
Mousse di mascarpone all'arancia
Sezione Dolci
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Spelucchino cucina blog: calamari ripieni alle zucchine
Dopo un periodo di riposo a causa dell’influenza sono tornato.
A dire il vero in questi giorni di riposo ho avuto modo di pensare a come migliorare
sempre più il blog e devo dire che le idee non mancano :-)
Devo prima di tutto ancora ultimare la pubblicazione di alcune ricette,
ma ho già pronta una scaletta di “argomenti” davvero interessanti,
e non mi riferisco solo alle ricette...
Intanto pubblico velocemente la ricetta di questi calamari
ripieni alle zucchine, un procedimento semplice, che ci consente di
preparare dei calamari gustosi.
Piccola parentesi personale: devo dire che non amo molto i calamari,
se non nella forma classica “fritti”, ma è anche vero che in cucina
le "varianti" non mancano, e in questo caso possiamo variare andando
ad abbinare una verdura, come ad esempio carciofi, piselli
o zucchine per cambiare forma e gusto alla preparazione classica
dei calamari, e per renderli più gustosi.
Consiglio che posso darvi per la rendere più gustoso questo piatto, è quello
di ridurre a fine cottura, il sugo che se ne ricava, per poi filtrarlo e
servirlo come accompagnamento ai calamari precedentemente tagliati a fette.
RICETTA CALAMARI RIPIENI ALLE ZUCCHINE
2 calamari di medie dimensioni
2 zucchine
1 grappolo di pomodorini (tipo pachino)
1 cipolla
1 uovo
pane grattato q.b.
1 cucchiaio di pecorino fresco
prezzemolo q.b.
olio di olivaextravergine q.b.
aglio q.b.
vino bianco q.b.
sale e pepe q.b.
Per prima cosa puliamo i calamari, eliminando le interiora
e tagliando grossolanamente le teste e i tentacoli e le pinne laterali.
In una padella prepariamo un soffritto con olio extravergine di oliva, cipolla,
aglio e prezzemolo, aggiungiamo in seguito i tentacoli le teste e le pinne,
lasciamo rosolare per qualche minuto, per poi sfumare con del vino bianco.
Nel frattempo lessiamo le zucchine.
Trasferire il soffritto degli scarti dei calamari in una terrina
capiente, dove andremo ad aggiungere la purea di zucchine (facendo
attenzione a eliminare l’acqua in eccesso), il pane grattato, le uova, e il
pecorino fresco. Amalgamiamo il tutto per ottenere una farcia un po’ “ sostenuta”.
Farcire le sacche dei calamari fermando con uno stecchino la
parte finale.
In una casseruola (o tegame), prepariamo una salsa con i pomodorini e con un
soffritto di cipolla aglio e prezzemolo (eventualmente possiamo aggiunger anche
un po’ del ripieno avanzato, avendo cura di mescolarlo bene con i pomodorini).
Adagiamo i calamari sul fondo del tegame, e facciamo cuocere
per circa 40 minuti.
Si consiglia prima di servire, di terminare la cottura per 5 minuti sotto il
“ grill” in modo da rendere la superficie dei calamari
più dorata.
Calamari ripieni alle zucchine
Sezione Pesce
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Tartine di gorgonzola e noci Mi stavo quasi dimenticando... di cosa direte voi? Delle ricette che ho preparato durante il periodo festivo. Come già anticipato durante le festività ho avuto modo di passare un po’ di tempo in cucina tra i fornelli :-)
Oggi pubblico la ricetta di queste tartine di gorgonzola e noci, che nel mio caso sono state presentate come antipasto, ma che di fatto possono essere anche consumate come accompagnamento per un buffet o un aperitivo. La pasta utilizzata come base per le tartine, è la classica pasta "brisè", un impasto friabile che per tradizione è utilizzato in cucina per la preparazione delle "quiche lorraine" ma che negli ultimi anni vede sempre più un impiego anche per la preparazione di piccoli stuzzichini da mangiare con le mani (conosciuti come finger food). Tornando alla ricetta, e in particolare modo alla pasta brisè, vi posso dire che è importate lavorare con molta attenzione e velocemente la pasta, in quanto essendo un impasto a base di burro, se lavorato eccessivamente potrebbe "impazzire" compromettendone il risultato finale... ricorda un po’ la lavorazione della pasta frolla ;-) Ultima nota prima di passare alla ricetta, la crema al gorgonzola che presento oggi è a base di burro (in questo caso mi viene in mente la crema al burro utilizzata in pasticceria...), ma la pasta brisè si adatta benissimo anche ad altre tipi di creme o farciture, avremo modo di vedere altri abbinamenti in seguito, e ora la ricetta!
RICETTA TARTINE DI GORGONZOLA E NOCI
500 gr. di farina (per la pasta brisè) 250 gr. di burro (per la pasta brisè) 125 gr. di accqua fredda (per la pasta brisè) 50 gr. di gorgonzola 40 gr. di burro 1 cucchiaio di panna montata 1/2 cucchiaino di porro finemente tritato
PASTA BRISE'
La preparazione della pasta brisè è molto semplice, per un buon risultato basta rispettare le proporzioni della farina e del burro rispettivamente di 2 a 1 (vedi dosi indicate).
Lavoriamo velocemente la farina con il burro (temperatura ambiente), fino a ridurlo in piccoli pezzetti/briciole.
Unire di seguito l’acqua fredda leggermente salata, a questo punto formare velocemente con l’impasto ottenuto una palla, che dovremmo fare riposare un frigo (coperta con pellicola) per 30 minuti.
Se durante la lavorazione, notiamo che l’impasto si presenta troppo “appiccicoso” tanto da non permetterci di formare una palla, consiglio di unire n po’ di farina ma ripeto senza esagerare, visto che la ricetta originale prevede una proporzione della farina e del burro di 2 a 1.
Nel frattempo che l’impasto riposa, andiamo a preparare la crema al gorgonzola.
Montiamo il burro con una frusta.
Unire di seguito il gorgonzola, precedentemente passato al setaccio almeno per due volte (deve risultare ben cremoso).
Aggiungere il porro finemente tritato, e un cucchiaio di panna montata.
Conservare la crema in un luogo fresco (non in frigorifero).
Foderare gli stampini con la pasta brisè, bucherellare il fondo e cuocere in forno a 180° per 15 minuti (anche in questo caso il tempo è indicativo, assicurarsi che la pasta brisè risulti leggermente dorata).
Sfornare le tartine e aspettare che si raffreddino.
Riempire il sac à poche con la crema di gorgonzola e con una bocchetta rigata farcire le tartine, e con un movimento ondulare formare un “effetto” onda.
Terminare le tartine, posizionando sulla crema mezza noce sgusciata.
Tartine di gorgonzola e noci
Sezione Antipasti
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Biscotti Caporali
Avete notato qualcosa di nuovo? Esatto! Ho messo mano al look di Spelucchino, prendendo in considerazione un po’ di commenti e opinioni. La più grande modifica riguarda la "font "del testo che è stata aumentata, mentre l’altra grande novità riguarda l’inserimento di tutte le foto delle ricette nella sezione “ELENCO RICETTE”.
Tornando a parlare di cucina e quindi di ricette, dopo la pubblicazione del post sull’evento “Dolcemente Prato”, mi è venuta voglia di dolce, più precisamente di biscotti. Ecco allora che mi sono messo al lavoro per confezionare un piccolo vassoio di biscotti Caporali, che personalmente adoro, sia per la loro semplicità di preparazione, che per il loro gusto semplice e al tempo stesso per la loro morbidezza…stiamo parlando di un classico nel panorama dei biscotti ;-)
RICETTA BISCOTTI CAPORALI
3 uova 90 gr. di zucchero 100 gr. di farina 1/2 bustina di vanillina
Ecco la ricetta.
Come vi dicevo niente di più semplice.
Dividiamo i tuorli dagli albumi per montarli separatamente, con metà dello zucchero.
I rossi devono risultare bon montati, solo allora incorporare gli albumi (anche questi devono risultare a neve ben ferma).
A questo punto andiamo ad aggiungere con un setaccio la farina mischiata alla vanillina.
Per facilitare l’operazione e per garantirne il risultato, si coniglia di procedere con una spatola (comunemente denominata “tarocco”), con movimenti regolari dall’alto verso il basso, per non smontare i due composti precedentemente montati.
Imburrare e infarinare una placca da pasticceria (con fondo basso), e formare i biscotti con il sac à poche senza bocchetta (in alternativa se non avete il sac à poche, potete anche formare i biscotti con un cucchiaio, l’impasto al calore di cottura tenderà ad uniformarsi, di sicuro in questo modo i biscotti perderanno la forma classica dei Caporali, ma non si modificherà il gusto).
Cuocere in forno a 200° per 15 minuti, anche qui il tempo è indicativo da forno a forno, e consiglio come sempre di controllare la cottura prendendo come riferimento la doratura dei biscotti.
A fine cottura spolverare con zucchero a velo.
Biscotti Caporali
Sezione Dolci
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Dolcemente Prato 1a edizione
Ormai chi mi segue da tempo lo sa, per me i dolci hanno un
certo fascino.
Nei giorni prima delle festività, mi è stato segnalato per e-mail un evento
interessante, e per questo motivo non potevo non parlarvi della seconda edizione
di "Dolcementeprato” una grande kermesse golosa che si terrà
a Prato il 6-7-8 marzo.
Avete letto bene tre giorni dedicati all’alta pasticceria!
Sarà possibile prendere visione delle produzioni dolciarie
dei diversi territori d’Italia, per riscoprire sapori e profumi antichi, oltre
che scoprire numerose novità e sperimentazioni della pasticceria contemporanea,
dagli abbinamenti da gourmet, alle degustazioni più azzardate, il tutto preparato
da famosi maestri pasticceri da tutta Italia, e da giovani leve in ascesa.

Dolcemente Prato 1a edizione
Il tema della manifestazione di quest’anno è la colazione,
da sempre protagonista per un "dolce risveglio".
Sempre in occasione dell’evento sarà possibile partecipare al concorso “dolce
video”. Come potete intuire dal nome del concorso, per partecipare
bisogna creare un video che abbia come soggetto la pasticceria
e il variegato modo dei dolci. Una volta caricato il video
su youtube o Google video (entro il 23 febbraio), siamo in corsa per vincere
365 colazioni gratis per un anno!

Dolcemente Prato 1a edizione
Un bel "dolce" premio che ne dite? Personalmente sto valutando se partecipare,
o meglio sto pensando con quale dolce partecipare, non è escluso che prossimamente
vi anticipi qualche idea.
Se desiderate maggiori informazioni potete visitare il sito web ufficiale della
manifestazione all’indirizzo www.dolcementeprato.com.
Che dire una "dolce" iniziativa molto interessante ;-)
Gnocchi alla parigina
Eccomi qui tornato alla routine quotidiana o quasi visto che oggi nevica e
per questo mi trovo a casa impossibilitato a muovermi.
Comunque tutto bene? Avete passato buone feste? Ma soprattutto avete cucinato?
Io durante queste feste non ho passato tutto il mio tempo libero in cucina
(a parte per la cena di fine anno), ma il giusto per preparare con tranquillità
alcune ricette che da tempo non presentavo, e anche per preparare
nuovi piatti con abbinamenti particolari.
Nei prossimi giorni pubblicherò un po’ di ricette realizzate
durante il periodo festivo, intanto inizio a pubblicare la ricetta dei gnocchi
alla parigina.
Prima di iniziare a parlare della ricetta di oggi, voglio farvi
notare, che nei giorni scorsi ho aggiornato il “DIZIONARIO
DI CUCINA” e le “FAQ”.
Nel dizionario sono state aggiunte le descrizione di altri strumenti
da cucina sia comuni che meno, e nelle faq ho aggiunto ulteriori domande
suddividendole per categoria (blog, ricette,
curiosità, contatti e aspetto tecnico).
Torniamo pure alla ricetta di oggi, “gnocchi alla parigina”.
Iniziamo subito precisando che con il termine “alla parigina”
vengono denominate in cucina, tutte quelle ricette
(dolci e salate) che prendono ispirazione dalla cucina francese
(o che ne sono direttamente originarie).
Da un punto di vista pratico, la preparazione dei gnocchi alla parigina
consiste di fatto nel preparare un impasto base per bignè
(salato). La particolarità di questi gnocchi sta nel fatto
che quando l’impasto viene a contatto con l’acqua di cottura,
si gonfia leggermente, questa reazione li rende particolarmente “soffici”.
Direi che di fatto questa è l’unica grande differenza di “base” che
possiamo trovare se li paragoniamo con gli gnocchi di tipo
“tradizionale” preparati con le patate. Anche per
quanto riguarda la salsa di accompagnamento, ho pensato di rimanere sul "tradizionale",
per questo ho preparato una salsa “Mornay”,
salsa a base di besciamella ottima per gratinare (è molto
frequente abbinare a questi gnocchetti anche salse a base di formaggio).
RICETTA GNOCCHI ALLA PARIGINA
500 gr. di acqua fredda
120 gr. di burro
sale q.b.
250 gr. di farina
6 uova
Come dicevo bisogna procedere con la preparazione della pasta per bignè (le
dosi indicate sono per 4 persone).
Tenete presente che i gnocchi sono preparati al momento, per questo a differenza
dei gnocchi tradizionali di patate, bisogna tenere in considerazione il tempo
necessario per preparare l’impasto che non richiede più di 20 minuti.
In una casseruola andiamo ad unire il burro all’acqua fredda, con un pizzico
di sale, e incorporiamo bene il tutto con un cucchiaio di legno a fuoco vivace
(sciogliere il burro prima che l’acqua inizi a bollire).
Una volta sciolto il burro, uniamo la farina tutta insieme (per evitare che
formi dei grumi) e mescoliamo fino quando il composto, risulterà liscio ed omogeneo
e comincerà a staccarsi dalle pareti della casseruola (un paio di minuti).
A questo punto togliere il composto dal fuoco e lavorare l’impasto per intiepidirlo.
Questa operazione è importante per preparare l’impasto alla fase successiva
(l’aggiunta delle uova). Si potrebbe lasciare riposare l’impasto, ma questo
non è consigliabile perchè non mescolando l’impasto per un paio di minuti, si
asciugherebbe compromettendo il risultato. Per facilitare questa operazione
sarebbe opportuno lavorare l'impasto direttamente su un piano di marmo, avendo cura di
lavorarlo con un cucchiaio e non direttamente con le mani.Non avendo
a disposizione un banco da lavoro in marmo, torna utile stendere l’impasto in
una teglia larga, che permetta di rigirarlo come descritto sopra.
Una volta che l’impasto sarà tiepido possiamo procedere aggiungendo le uova
(intere) una alla volta. Possiamo incorporare le uova o in una ciotola con uno
sbattitore elettrico, o direttamente nell’impastatrice con il gancio per impasti
morbidi.
Nota importante: aggiungere le uova una alla volta, solo quando l’impasto avrà
assorbito il precedente (è importante che l’uovo, sostanza grassa, venga assorbita
totalmente dall’impasto che alla fine dovrà risultare liscio e cremoso).
L’impasto è pronto per la cottura.
Mettiamo sul fuoco una pentola dai bordi alti con acqua salata e portiamo a
ebollizione.
Nel frattempo prepariamo un’altra pentola contenente dell’acqua fredda, che
servirà per scolare gli gnocchi una volta pronti (il contatto con l’acqua fredda
fermerà la cottura, rendendoli più soffici).
Prendiamo un sac à poche e riempiamolo con l’impasto per bignè.
Procuriamoci un coltello a lama liscia, e tenendo con una mano il sac à poche
e nell’altra il coltello, iniziamo la cottura.
Bisogna procedere con un movimento coordinato.
Appoggiamo il sac à poche sul bordo della pentola, e con la mano che tiene il
sac à poche facciamo uscire un po’ del composto (lunghezza 2/3 cm), mentre con
il coltello, nell’altra mano, andremo a tagliarlo in modo da formare tanti gnocchetti,
che cadranno direttamente nell’acqua di cottura (per facilitare l'operazione consiglio
di terminare il movimento del taglio, con la lama del coltello direttamente
nell’acqua di cottura, in questo modo avendo la lama bagnata l’impasto non si
attaccherà al coltello).
Altra nota: è importante sottolineare che l’acqua di cottura non deve bollire,
ma fremere (questo permetterà un indurimento maggiore degli gnocchi).
Una volta che gli gnocchi tornano a galla (gonfi), lasciamoli cuocere per un
minuto, dopo di che con una schiumarola (o ragno) li scoliamo nella pentola
con acqua fredda.
Procediamo mettendo sul fondo di una pirofila uno strato di salsa “Mornay “.
Adagiamo gli gnocchi sulla pirofila e aggiungiamo altra salsa “Mornay” fino
a coprirli (il tutto deve risultare ben condito).
Terminiamo la cottura in forno per pochi minuti a una temperatura di 180°, attivando
verso fine cottura un minuto il grill, per permettere una doratura uniforme.
SALSA MORNAY
Aggiungere per ogni ½ litro di besciamella 1 uovo, 20 gr di Parmigiano Reggiano,
e 60 gr di panna liquida (mescolare il tutto fino ad ottenere una salsa liscia
e ben amalgamata).
Gnocchi alla parigina
Sezione Pasta
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