RICETTA PESTO ALLA GENOVESE
Il procedimento potrebbe essere discutibile, dopo tutto seguendo la tradizione (lavorazione del mortaio) possiamo individuare il giusto procedimento da seguire (ad esempio per primo l'impiego del sale grosso), andando in questo caso a lavorare il basilico nel frullatore il procedimento è stato modificato.
Basilico di Genova Pra(per intenderci stiamo parlando del basilico a foglie piccole)
Pinoli (q.b.)
Sale (q.b.)
Olio extra vergine di oliva (q.b.)
Aglio (q.b.)
Parmigiano grattuggiato (q.b.)
Pecorino grattuggiato (q.b.)
Per prima cosa laviamo e puliamo il basilico.
Una volta asciugato bene le foglie, mettiamole dentro al frullatore, andando ad aggiungere da subito i pinoli, l'algio (eventualmente eliminando l'anima interna) e il sale.
Azionare il frullatore, e aggiungere l'olio extra vergine di oliva, in questo modo le lame inzieranno, grazie alla componente liquida dell'olio, a tritare le foglie di basilico (in questo momento essendoci il contatto diretto con le lame si enfatizza l'ossidazione, bisognerebbe cercare di lavorare lo stretto necessario il pesto).
Una volta che la salsa prende consistenza andiamo ad aggiungere il parmigiano e il pecorino.
Il consiglio che posso dare è quello di assaggiare spesso durante la preparazione il pesto in modo da correggere eventuali mancanze di sapori.
Aggiungiamo alla fine altri pinoli, in questo modo il pesto alla genovese è pronto per condire la pasta (meglio trofie di Recco o trenette), e con l'aggiunta dei fagiolini e delle patate cotte nell'acqua di cottura, il tutto risulterà piacevole sia come presentazione che come gusto.